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“Sulla mia pelle”. Nautilus e Làbas organizzano due proiezioni del film su Stefano Cucchi

10-09-2018

Di Elvira Del Guercio

“Sulla mia pelle”. Nautilus e Làbas organizzano due proiezioni del film su Stefano Cucchi

La notizia dell’uscita in sala e contemporaneamente su Netflix di Sulla mia pelle, il racconto degli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, di Alessio Cremonini e interpretato da un Alessandro Borghi al limite delle proprie eccezionali capacità mimetiche, è stata fin da subito scandita da una profusione di eventi per la proiezione pubblica, in tutta Italia, tra circoli e associazioni culturali, chiarissimo segnale dell’esistenza di più coscienze politiche attive e operanti nel campo delle rivendicazioni sociali e dei diritti inalienabili della persona.

Nonostante negli ultimi giorni Facebook abbia cancellato in un batter d’occhio la maggior parte degli eventi relativi alla proiezione del film, Sulla mia pelle verrà comunque proiettato a Bologna in due occasioni: mercoledì 12 alle 21 dal Nautilus Autogestito, via San Giacomo 11 e giovedì 13 da Làbas (non è ancora precisato il luogo e l’orario, per aggiornamenti rimandiamo alla pagina Facebook).

Il film arriva anche in sala al cinema Lumiére a partire da mercoledì 12. E giovedì 13, alle ore 20 sarà presente anche Alessandro Borghi, l’attore protagonista, che incontrerà il pubblico prima della proiezione (per questa proiezione, il biglietto è in prevendita da mercoledì alla cassa del Cinema Lumière).
Maggiori informazioni le trovate sul sito della Cineteca di Bologna.

Il film di Alessio Cremonini, presentato in concorso nella sezione Orizzonti durante la 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, oltre a mettere d’accordo quasi tutta la critica, anche internazionale, ha letteralmente invaso il web, rompendo il silenzio mediatico che da qualche anno a questa parte aveva oscurato la vicenda: dal giorno dell’anteprima mondiale non si parla d’altro, circolano trailer, video dell’ovazione in seguito alla proiezione per il pubblico, particolarmente sentita per la presenza in sala di Ilaria Cucchi e i più disparati commenti alla vicenda, tra cui le risposte dei sindacati di Polizia e Carabinieri, che si dicono indignati dalla pellicola.

Foto Ansa – Il regista insieme al cast di “Sulla mia pelle” alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Da sinistra: Milvia Marigliano, Alessio Cremonini, Alessandro Borghi, Jasmine Trinca e Max Tortora

Il film di Cremonini è un prodotto atipico, come se ne vedono pochissimi in Italia, misurato e pesato in tutte le sue componenti, vissuto con il massimo del gelo e della lucidità della cronaca.

Stefano Cucchi è morto il 22 ottobre 2009 a trentuno anni, mentre si trovava in custodia cautelare nell’ospedale di contenzione Sandro Pertini di Roma, una settimana dopo essere stato arrestato per possesso di stupefacenti. A causare il decesso furono una serie di ecchimosi, fratture e lesioni sparse su tutto il corpo ma principalmente su torace, schiena e viso: è come se per parlarci del pestaggio (Cucchi si trovava in una caserma in quel momento), una delle manovre più audaci ed estreme del film, Cremonini lo relegasse nel fuori campo, nel silenzio di un corridoio, contrazione di un altro silenzio, più grande e soverchiante, quello dello Stato.

Sulla mia pelle è un film italiano che dell’approccio consono a questo genere di racconto e narrazione conserva ben poco, respingendo la spettacolarità a favore di uno sguardo più lucido, ponendo sotto la lente d’ingrandimento non tanto il comportamento dei singoli, quanto la questione più generale e drammatica della presunzione che questo stesso Stato ha, ritenendosi espressione di parità di diritti ed uguaglianza, o più in generale, di democrazia. Rigoroso e, apparentemente, silente dietro la macchina da presa, Cremonini rappresenta la barbarie nella forma più nitida, senza sfumature, riuscendo a dirci in maniera altrettanto chiara da che parte stare: controvento, in direzione ostinata e contraria, per tutte e tutti.

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