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“La felicità è solo in stand by”. Parola di Marinelli, che debutta con il suo primo album solista

22-12-2020

Di Anna Toscano, Silvia Santachiara

“Cerchiamo sempre di essere un po’ più felici. Ma cosa è la felicità? Ci basterebbe solo addormentarci addosso e poi al risveglio essere ancora là”.
 Giovanni Marinelli (Adamante)

In questo periodo che sembra non avere fine ci siamo sedute sul pavimento, con le gambe incrociate e la penna tra le dita, a riflettere e gettare nero su bianco tutte le domande scomode, e a tratti spaventose, che abitano le nostre, e le vostre, teste.

Da qui è nato il nuovo format di About, in cui i pensieri vengono sviscerati e le domande escono dalla bocca, sulla pagina, sullo schermo di un telefono, dal pc, dalla radio.

Abbiamo ribaltato le interviste, e abbiamo collezionato pensieri e contributi da parte di artisti e personaggi della Bologna Creativa per sentirci meno soli e condividere alcune delle emozioni collettive che ci abitano.

La domanda da cui siamo partite è: Che fine ha fatto la felicità?

Lo abbiamo chiesto, per primo, a Marinelli, cantautore al debutto con il suo primo album solista, Blu, pubblicato il 18 dicembre per Manita Dischi. L’album è un composito viaggio nella memoria di Marinelli, che parte dal mare, e arriva a Bologna, casa.

Marinelli by Marianna Fornaro

Marinelli | Foto di Marianna Fornaro

Come pensi si sia evoluta, anche dopo questa pandemia, la nostra idea di felicità? E che fine ha fatto, oggi, la felicità?

“Credo, come provo a raccontare con questa frase ‘Cerchiamo sempre di essere un po’ più felici. Ma cosa è la felicità? Ci basterebbe solo addormentarci addosso e poi al risveglio essere ancora là’,  che la felicità sia spesso nelle cose semplici e quotidiane. Anche dei piccoli gesti e azioni a cui spesso non diamo il giusto valore, e che in fondo, ci rendono felici, anche se spesso ce ne rendiamo conto dopo, quando magari non li viviamo più.

Dopo la pandemia la nostra idea di felicità è cambiata, e per quanto oggi ci sembri ‘in peggio’, forse con un ritorno alla normalità, ci accorgeremo proprio di quante piccole cose che ci sono state negate in questo momento, ci rendono felici e le apprezzeremo di più. E se mi chiedo oggi che fine abbia fatto, beh, credo che sia un po’ in stand by, perché felicità è spesso legata alla vita vissuta, anche con gli altri, gli affetti, la famiglia, e purtroppo oggi tutto questo è messo in pausa e attendiamo di tornare a riappropriarci della possibilità piena di essere felici”.

 

Forse si tratta di un concetto molto semplice che abbiamo reso più complicato. Qual è la tua esperienza professionale e personale con il senso di soddisfazione? E cosa nel tuo percorso ti ha ha reso felice?

“Il concetto di soddisfazione, oggi é effettivamente molto complicato, anzi direi è stato caricato dalla società di valori che traviano un po’, soprattutto le nuove generazioni, su cosa sia la soddisfazione.

Personalmente, una soddisfazione nel mondo della musica, non deve essere misurata assolutamente solo con i ‘numeri’, in termini di vendite, ascolti, like sui social… si rischia di generare (cosa che vedo già abbastanza reale) una caccia alla ‘forma’ all’apparenza, che non porta a soddisfazione.

Fare musica, è soprattutto un percorso, personale, artistico, e come tutti i percorsi, i viaggi, bisogna essere soddisfatti di ogni tappa raggiunta, piccola o grande che sia. Io sono molto soddisfatto oggi dell’uscita di questo nuovo album, proprio perché frutto di un percorso, un cambiamento, e vederlo realizzato oggi, sentire che chi lo ascolta recepisce quello che volevo trasmettere, mi fa sentire soddisfatto”.

 

Blu, il tuo primo album da solista, preceduto da tre singoli, ed è figlio di un periodo molto particolare. Scegli tre momenti e aneddoti legati al disco che rappresentano un aspetto chiave della felicità per Marinelli.

“Beh il disco è stato scritto in un momento di cambiamenti per la mia vita, e non sempre il mio umore era sulla linea della felicità. Ma per esempio quando la prima volta cantavo ‘Bologna‘, appena scritta, nel mio appartamento (che è al piano terra e la finestra dà sulla strada), finito di cantare, sento degli applausi dalla finestra, mi affaccio e c’erano tre ragazze che si erano fermate ad ascoltare incuriosite e volevano sapere di chi fosse perché erano rimaste molto colpite dal brano. Questo forse per me é il momento più felice, perché era una delle mie prime canzoni ‘nuove’, avevo scritto per mesi diversi brani cercando una nuova chiave di scrittura, ed è stata un po’ ma prova del nove che mi ha dato l’input per continuare su quella strada.

Altro momento felice é stato quando é uscito il primo singolo, ‘Collezione’, che per me era un biglietto da visita per questo nuovo capitolo.

Il terzo momento felice, é quello che arriverà tra poco, quando si tornerà a suonare e avrò la possibilità di poter andare in giro a presentare questo disco!”.

Marinelli by Marianna Fornaro

Marinelli | Foto di Marianna Fornaro

Dal titolo del tuo album alla cover, il viaggio autobiografico che presenti al pubblico parte dal mare. Ci racconti di più? 

“In realtà credo che più che partire dal mare, questo lavoro sia ‘arrivato’ al mare. Nel senso che alla fine della pre produzione del disco, una volta scelte le canzoni che sono poi entrate a far parte dell’album, mi sono reso conto che erano tutte legate da questo sottile filo rosso, anzi blu, del mare, della sua ispirazione, della sua mancanza a volte e presenza altre.

Così a posteriori, ho capito anche io quanto peso avesse avuto, quanta influenza ha nel mio immaginario creativo, e soprattutto quanto sia una delle poche cose che mi manca a Bologna”.

 

Associa la felicità ad un colore, un odore, un sapore e un luogo.

“Lá felicità é gialla, ha l’odore del caffè appena sveglio in casa, il sapore di un vino rosso Primitivo, e ovviamente la felicità é MARE“.

 

Bologna è casa, ed ora più di prima le mura della città si sono strette attorno a noi. Nel disco dedichi alla città una traccia, parli di quando ancora si usciva per viversi la notte a Bologna: “la gente di notte si spoglia, ti racconta la vita piangendo sul vino”. In questo mondo notturno parallelo, in cui può succedere qualsiasi cosa, puoi darci la tua guida su come essere felici ai tempi della pandemia?  

Bologna ha la sua magia, soprattutto la notte, che ho provato a descrivere in questa canzone. È fatta di sconosciuti che per poche ore diventano confidenti, di incontri fugaci e appassionati, insomma, di cose che a causa della pandemia non possiamo più fare.

Per essere felici ai tempi della pandemia, la mia guida é non essere troppo sedentari, cercare di muoversi visto che siamo costretti comunque a non poter fare molto, ma almeno correre o passeggiare si può fare. Sicuramente tenere sempre a portata di mano un bicchiere di vino per i momenti di malinconia, e una bottiglia da conservare per il giorno in cui riprenderemo a vivere.

Ma su tutti, pensare che come tutte le cose umane, anche questa finirà“.

 

Scegli 4 artisti con i quali partiresti per un’epica avventura alla ricerca della felicità perduta.

“Ah beh sicuramente partirei con artisti che voglio immaginare con la felicità abbiano avuto un rapporto complicato, soprattutto per come traspare dalla loro musica. Mi piacerebbe andare in giro per il Sud America con Tenco, con Battiato, con George Harrison e Jeff Buckley“.

 


Che fine ha fatto la felicità?

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